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madoka

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Mar. 5th, 2012

parteintollerante

Ira funesta

Non uno, ma ben due titoli che mi mancano in casella.
God dangit!
God supahdangit!
God supahdupahdangit!

Ho visto solo ora che a febbraio sono usciti il numero 7 di Lady e l'ultimo numero di Itazura na kiss!
Ma li mortacci miei!
Ora, quando sono andata l'ultima volta, Lady era appena uscito, quindi magari dovevano ancora sistemare i numeri nelle caselle e balle varie, Itazura na kiss forse da loro non è ancora arrivato.
Ma ci credo poco. Dieci a uno non me li hanno tenuti in casella.
E se di Lady ho recuperato in blocco i primi sei numeri e quindi in abbonamento è un titolo fresco (che non è una scusa comunque), Itazura è un must fin dall'inizio e non se ne erano mai scordati.
God dangit!
Perchè non prendono me a lavorare da loro? Sono er meglio der colosseo, come on!
No, non lo farei neanche se mi pagassero, dovendo stare a contatto coi mocciosi di ogni età, me sento male solo al pensiero.
Ecco ci penso spesso, se facessi come lavoro qualcosa che mi piace, bè, non mi piacerebbe più.
A parte che molte delle cose che amo, le amo perchè sono una via di fuga e mi danno la possibilità di rilassarmi e sentirmi me stessa.

Amando i libri, l'ideale sarebbe che mi pagassero e bene per leggerli e basta.
Se devo correggerli, ciao divertimento, se devo leggerli a forza, specie di scrausi, per giudicarne i temi, ciao libertà.
E in generale se dovessi fare ciò che mi piace in un orario preciso e imposto, non mi piacerebbe più.
Sono sostenitrice del fatto che il lavoro debba essere solo lavoro e solo una piccola parte della vita. Sennò non ha senso vivere.
E già che sono in acidume, fuck you dannata ambulanza di sta fonchia.
Non me ne frega se c'è un'emergenza, non me ne frega se qualcuno sta morendo, vivo davanti a un rettilineo, dove chi va piano non va a meno di 90km orari, quindi far partire la sirena qui non ha senso alcuno, non troverai nessuno a sbarrarti la strada. E di mattina, di pomeriggio, di notte. Fuck you, people.

Mar. 3rd, 2012

Carmen

(no subject)

Ha 38 anni, Bartleboom.
Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle:
– Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni – i giorni, gli istanti – che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo:
– Tu sei matto.
E per sempre lo amerà.
Oceano mare, Alessandro Baricco.
 
Ammetto di non essere affatto una fan di Baricco, anzi, lo trovo sopravvalutato, ma devo anche ammettere che ha catturato una realtà in cui mi ritrovo. E come me, di sicuro molti altri. E' da un po' che scrivo lettere a lui, ancora da incontrare, nella speranza di fargliele leggere un giorno. Tutti i momenti e i pensieri che vorrei condividere, tutti i sorrisi che vorrei rivolgergli, voltandomi e vedendolo, tutte le mie piccole crisi e le mie piccole gioie, le mie paure. Mi piace pensare che anche lui stia facendo lo stesso. E che quando finalmente ci incontreremo a metà strada ci riconosceremo per i due scemi che siamo.
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Jan. 4th, 2011

crueleyes

Outing

Non ho mai avuto un Tamagotchi.
E ho vissuto nel pieno dell'era dell'esplosione contaminante del piccolo pulcino virtuale, quindi ero una sorta di pulcino piccolo e nero.
Mia nonna doveva aver sentito qualcuno parlarne male, oppure aver visto una notizia al tg in cui se ne elencavano i potenziali pericoli e in cui lo si paragonava alla droga. O entrambe le cose, che portarono ad un unico risultato. Niente Tamagotchi per Faith.
Per mesi e mesi, vidi cani e porci comprarsene uno o più.
Per mesi e mesi, mia nonna disse: "Giammai!"
Poi un giorno, passando davanti alla giocheria, parlai dell'ennesima amica che ne aveva uno (perchè, badate bene, la mia tattica prevedeva di non chiederlo mai direttamente, ma sempre apportando testimonianze di amici che lo avevano e non erano ancora morti) e lei mi rispose seccata: "Va bene, basta! Ho capito." 
Mi strattonò indietro ed entrammo nella giocheria.
Quella donna, come sempre, mi fece sentire una cagna proprio quando riuscivo ad ottenere ciò che volevo.
Ma surprise.
Finiti.
Erano passati i mesi dei Tamagotchi.
No more Tamagotchi.
Mi beccai un Digimon. (vedere la figura esplicativa)
E rimasi un pulcino piccolo e nero, perchè nessun altro lo aveva e non potevo "battagliare".
E perchè era prima della venuta dei Digimon e dei Pokemon, che sarebbero sbarcati in Italia solo anni più tardi.
Bella merd*
Quando sono tornati di moda, nella versione famigliO, non li ho presi perchè non mi sembrava il caso.
Perciò, nelle fredde giornate di pioggia, a Faith viene in mente l'insana idea di comprarsi un Tamagotchi.
Ma poi preferirei spendere quei soldi in altre cose.
O non spenderli affatto.
Ma poi,soprattutto, mi chiedo "A che pro?" *
E tutto passa.
Per un po'.


Se questo fosse un libro (Dio non voglia) ci sarebbe un appunto, nell'appendice esplicativa, recitante: "A che pro?" era il modo in cui io e Sana eravamo solite indicare il vecchio e ascopico gioco che altro non è che la vita. Muoversi come pedine, lanciare i dati, andare avanti o indietro, tra trappole e bivi, senza mai dimenticare, ad ogni mossa, di chiedersi reciprocamente: "A che pro?".

Dec. 19th, 2010

omg

Ostregheta

  La cosa migliore del natale è il pandoro. Di cui faccio incetta per tutto l'anno, perchè non c'è niente come mangiare una fetta di pandoro ad agosto. Sono riuscita a farmi l'autoregalo e ne sono veramente soddisfatta *__*
E ho trovato anche uno sweet patatino che si aggiunge alla collezione.
Non ci saranno mai abbastanza gorilla nella mia vita.
 
In tutto questo fa un freddo porco bestiale.
*Notare i due veri uomini a lato del tavolo che schizzano via come femminucce dell'anno nel timore cheilvetromifacciauntagliettosuunadellemiemaninecosìcuratemammachepaura! La cavalleria è morta perchè sono morti i cavalieri.*

Dec. 8th, 2010

sbrillìo

Quanti guai in Paraguay!

 E la morale è: i cattivi vincono, i buoni perdono e come sempre l'indecisione domina!
Volevo approfittare del giorno di festa per fare commissioni e compere, ma non vorrei che la festa fosse fatta a me.
Così rimando a sabato.
Forse.
Se non muoio prima.
I regali di Natale sono giunti quasi tutti a destinazione, con grande sollievo di Babba Faith e delle scimmie renne. La cosa che più mi preoccupa di questi regali è che i destinatari già li posseggano, oppure che cambino idea sui propri gusti nell'arco di queste settimane.
Paure che puntualmente trovano fondamento. Giusto l'altra sera, un'amica mi ha rivelato che, dovendo scegliere tra la sua cantante preferita da tutta una vita e qualcun'altra, sceglierebbe qualcun'altra. Das ist ein Bingo!
E sto cercando di farmi un autoregalo di Natale, una specie di auto supercazzola, neanche a farlo apposta, scelgo sempre missioni impossibili e dispendiose. E poi mi sale l'ossessione compulsiva del -o lo prendo adesso o non lo troverò mai più. Faith è una brutta bestia.
Comunque se è destino, se è Hitsuzen, ce la farò.
 

Dec. 4th, 2010

parteintollerante

Ho visto cose che voi umani...

C'erano quelli che volevano due litri di anestesia per fare la pulizia dei denti.
C'erano gli urlatori, che appena il dottore avvicinava uno strumento alla loro bocca, chiudevano gli occhi e attaccavano la sirena AAAAaaaaaAAAAAAaaaaaAAAAAaHHHH e il dottore a tranquillizzare gli animi -Guardi che non l'ho neanche sfiorata.  E loro -Ennò, ma mi è parso che toccasse lì vicino al punto sensibile con quel coso che sembra un ago e so già che mi fa male.... -Guardi che ho in mano solo lo specchietto...
C'era la guardia notturna S., un bestione alto due metri e largo uno, con divisa e pistola di ordinanza, che quando chiamavi il suo nome in sala d'aspetto rispondeva con gli occhi intrisi di lacrime -posso andarmene? e dopo che si sedeva sulla poltrona dello studio sottolineava che l'unica cosa bella lì dentro era la "fontanella" (sputacchiera in gergo scientifico per chi è del settore) e poi iniziava a tremare e a fare smorfie ogni 5 secondi, prima ancora che il dottore gli dicesse -Apra la bocca.
C'era la signora G., dal caso assai complesso, a cui è toccato sottoporsi a visite per più di un anno e mezzo e ormai aveva paura anche solo a bere l'acqua.
C'era la signora D., che entrava in studio con sospetto, sussultando per la sua stessa ombra e che apriva la bocca di due millimetri, non uno di più, non uno di meno.
C'era il signor P., 60 anni e moneta, che aveva bisogno di essere rassicurato che lo specchietto fosse solo uno specchietto e no, non lo avrebbe ferito mortalmente.
C'era la signora K., tedesca stoica e paziente da una vita, che grazie ad un'igiene perfetta non doveva sottoporsi a niente, se non ai controlli periodici, ma ogni volta, prima di iniziare, faceva tre respiri profondi e apriva la bocca solo dopo aver recitato l'inizio del pater noster in krukko.
C'era la collega R., che, dopo aver rimandato anni, accettò di farsi fare un intarsio, sentendosi sottolineare dal dottore -Se dopo ti continua a far male bisogna devitalizzarlo, però. E quando continuava a sentire male diceva - Col cavolo che glielo vado a dire.
C'era la collega D., che dopo anni di lavoro accanto al dottore e dopo aver visto le peggiori situazioni, pur sapendo di dover fare solo una piccola otturazione, iniziava ad iperventilare e a stringersi la mano sul cuore, pregando che tutto finisse subito e in modo indolore, che guardandola pareva le stesse venendo un infarto e guardandola meglio si capiva che se lo augurava -No, ma so che non mi fa niente, però l'anestesia ci mette sempre un po' a prendere, poi non so l'idea, l'ignoto, la vita e la morte, non so...
E poi non c'era nessuna marmotta che confezionava la cioccolata.
Ma c'era dottor House che diceva che se
"Il dolore ci porta a fare scelte sbagliate, la paura del dolore è ancora peggio."
 

Nov. 27th, 2010

why

Ouch, I've lost myself again.

 Non è che non ci sono eh.
E' che posto i post (ecco, adesso ho voglia di toast) ma sul privato, però posto.
E tosto, posto anche un'altro post!
Sto spedendo regali di natale, sperando che almeno uno su 5 sia una sorpresa kinder.
La prossima sulla Babba Faith's list è marty-chan. Che si beccherà una sorpresa vecchia (essì) più una variante di tale sorpresa (perciò niente sorprese vere).
E' un periodo caotico, manco a dirlo. A volte mi sembra di essere mitica, ma dopo 5 secondi netti di codesta superba sensazione, capisco di essere solo una cretina. 
Ma la ruota gira, lo hitsuzen continua e Faith si destabilizza.
Mi sto convincendo che morirò di un'ulcera nervosa perforante, vomitando sangue dalla rabbia e maledicendo fino all'ultimo tutti gli idioti con cui ho a che fare.
Me per prima.

Nov. 19th, 2010

smirk

Savvy?

 Niente. Post super inutile, "solo" per dire che ho caricato il mood theme con Jacky,
lots of love,
Faith

Nov. 18th, 2010

crueleyes

Abba(gl)io

Stamane ho trovato un cagnolone super teneroso, che di solito sta nel giardino interno del condominio, ma oggi qualche imbeciullo ha dimenticato il cancello aperto e il cane è uscito in esplorazione.
Dopo aver pensato -E' davvero tenero, ma adesso vedi che mi sbrana- mi è corso incontro con foga.
Dopo brevi attimi di terrore pre-morte, si è dimostrato un cucciolone coccolone *___*
Ho suonato a tutti i citofoni della casa, finchè una gentildonna sì è svegliata ed è venuta a riprendere il dog. Che non smetteva di seguirmi ogni passo che facevo *_*
Non so se ho capito bene, ma dovrebbe chiamarsi Frank.
Ciao Frank, ti voglio bene *_*



Salendo le scale, le ho sentite parlare tra loro: "...mi sa che abbiamo preso un abbaglio."
Forse stavano parlando di me. O forse no. Forse sono io che ho preso un abbaglio.


Nov. 13th, 2010

Carmen

Destiny, destiny, no escaping that's for me.

 

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